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| In My Shoes - © Marta Costantino 2018 |
Quando finalmente riuscì ad aprire quegli occhi che sembravano spalmati di cianoacrilato, la sveglia stava suonando da un po': una luce algida attraversava di prepotenza la finestra, spalmandosi sulle lenzuola bianche. Fece un respiro profondo cercando di zittire con la mano quel suono così dannatamente molesto: partì un colpo di tosse. "Certe cose si pagano" pensò. Rimase immobile nel silenzio del sabato mattina, valutando se alzarsi o riaddormentarsi, con gli occhi socchiusi ed una pietra pomice in gola che si faceva sentire appena faceva un respiro un po' più profondo.
Avrebbe potuto essere un sabato mattina come tutti gli altri: ma andò diversamente.
Una risata si fece strada dai piedi del letto diretta come una Frecciarossa ai suoi timpani.
Spalancò gli occhi che iniziarono a ispezionare tutta la camera cercando di capire chi potesse essere. Il cuore era balzato in gola: per la paura avrebbe anche potuto sputarlo. Non era una sola risata: erano due. Sembravano più delle risatine, del genere che accompagnano i pettegolezzi: quelle che fanno da colonna sonora a storie che si raccontano solo alle spalle.
Il cuore batteva così forte che lo sentiva rimbombare sulle pareti: si arrestò improvvisamente quando le risate cedettero il passo ad un dialogo.
"Serata splendida, questo è fuori discussione. Era un pezzo che non ci divertivamo così. Ma tu hai idea del puttanaio che verrebbe fuori se qualcuno per caso lo scoprisse?"
"Altroché cara mia. Lo so, lo so. Per una volta siamo finalmente uscite dagli schemi. In un certo senso se la meritava anche una serata così, eh, per carità. Però sono d'accordo con te! Sarebbe un macello."
Altre risate.
"Secondo te, finirebbe su una pira o alla gogna?"
"Non saprei. Dipende da chi lo scoprirebbe! E forse anche da come. Gli umani sono gente strana, lo sappiamo: da duemila anni a questa parte non vedono l'ora di crocifiggere qualcuno."
"Ma cosa diavolo...?" pensò alzandosi di scatto e buttandosi verso i piedi del letto.
Piombò il silenzio: non c'era nessuno. A parte le sue scarpe.
Rimase immobile, cercando con lo sguardo segni di vita. Cacciò la testa sotto al letto: un po' di polvere e qualche calzino. Fine.
"Hai paura?" sentì nuovamente.
"Cristo!" gridò in un sobbalzo cadendo dal letto.
"Sì, sembra si stia proprio cagando addosso" disse l'altra voce.
Non c'era nessuno: tranne quel paio di scarpe.
"Quanto pensi ci impiegherà a capire?" chiese una delle due voci. L'altra non rispose.
Era gennaio, il mese più insignificante e gelido dell'anno: il pavimento in gres era ghiacciato come il polo Nord ma non ci fece caso.
Silenzio.
"Prima o poi lo capirà" disse serafica l'altra.
Fece un altro balzo indietro, questa volta andando a picchiare con la schiena contro al muro.
Il telefono iniziò a squillare: "Rispondi o cosa?" chiesero le due voci.
Prese il telefono che gli cadde di mano un paio di volte: "Pronto" disse.
"Amore, ciao. Dormivi?"
"No. Chi è?"
"Sono la mamma! Ma non hai visto il nome sul display?"
"Uh... la mamma!" disse una delle due voci. "Era proprio l'unica che mancava in questo casino!"
L'altra rise. "Racconta alla mamma cosa abbiamo fatto ieri sera!"
Sgranò gli occhi: "Mamma tu senti?" chiese balbettando.
"Certo che ti sento amore!"
"No, mamma. Oltre alla mia voce, cosa senti?" chiese con agitazione.
"In che senso?"
"Senti altre voci?"
"Amore, stai bene?" chiese la donna.
"Se ti può fare stare meglio, ci puoi sentire solo tu" disse una delle due voci. Tirò un sospiro di sollievo, pur non capendo ancora bene cosa stesse accadendo. "Tu. E pochi altri" aggiunse l'altra. Ecco, come non detto. Se avesse spalancato gli occhi in quel modo un'altra volta sarebbero quasi certamente caduti.
"Mamma ti devo lasciare. Adesso devo fare una cosa."
"Amore, stai bene? Vuoi che venga lì?"
"No! Cioè, no grazie, sto bene" disse cercando della saliva da deglutire in mezzo alla sabbia che aveva in bocca. "Ti chiamo io più tardi!"
"Come vuoi amore."
Agganciò.
Non capiva cosa facesse più paura: se quel silenzio che si sarebbe interrotto a breve, se le voci che sentiva o se quello di cui quelle due stavano parlando. Inspirò nuovamente cercando di non impazzire: in fondo aveva tenuto botta fino a quarant'anni.
"Allora?" chiese una delle due. "Non hai ancora capito. Vero?" aggiunse l'altra.
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